Il rapporto amoroso viene spesso romanticamente inteso come una fusione, una riduzione del due all'uno, una reciproca totale trasparenza. Ma questo, ci dicono Isabella Guanzini e Silvano Petrosino, non rende affatto giustizia alla vera essenza dell'intimità, che invece nasce dall'accogliere una presenza che è irriducibilmente indisponibile. L'altro deve restare altro, mai completamente posseduto. La logica del controllo è sorpassata dalla logica dell'amore, che con discrezione entra in contatto con il segreto dell'altro e il suo incantesimo. Si stabilisce così un felice intreccio di due misteri che si toccano e si cercano dandosi spazio e costruendo non un progetto di futuro pianificato e rassicurante, ma un aprirsi insieme all'avvenire, tempo dell'avvenimento che accade senza avvisare. Una riflessione a due voci sul rispetto reciproco e sull'amabilità del segreto dell'altro che custodiscono la perenne fecondità del rapporto autentico.