Un saggio che porta la pedagogia nel cuore del tragico, dove formarsi significa attraversare il limite e non eluderlo. Anánkê e Alétheia propone una prospettiva sorprendente: crescere non è accumulare certezze, ma imparare a stare nel mondo accettando che «la conoscenza non redime, ma trasforma».Attraverso il mito di re Mida e del satiro Sileno, il libro racconta un viaggio che riguarda tutti: il momento in cui i desideri si scontrano con la realtà, e in cui il limite - «non si oltrepassa, si attraversa» - diventa un'occasione per capire chi siamo davvero. Strutturato attorno a quattro illusioni formative - libertà, felicità, senso, speranza - il volume offre al lettore un percorso di consapevolezza che intreccia narrazione e pensiero, mito e teoria, in una scrittura densa, lirica che propone un modo nuovo di guardare alla propria esperienza. Un libro che invita a fermarsi, guardare in profondità e scoprire che la fragilità non è un difetto, ma un punto di partenza dove la formazione diventa un atto di chiarezza, un modo di abitare il mondo con misura, responsabilità e presenza.