Nelle due novelle raccolte in questo volume il soprannaturale si intreccia a elementi psicologici e morali. Nella prima, La maledizione dei Griffiths (1858), una profezia familiare grava sulle generazioni successive, condizionandone comportamenti e relazioni; nella seconda, La sventurata clarissa (1856), un gesto dettato dal dolore dà origine a una presenza inquietante che tormenta la vita dei personaggi. In entrambi i casi, la narrazione mantiene una costante ambiguità su quale sia il vero motore degli eventi, se le azioni umane o qualche inspiegabile forza superiore, dandoci un esempio affascinante della dimensione gotica nello stile di Elizabeth Gaskell, sospesa tra fantastico e osservazione dei conflitti interiori.