Il volume esplora le scritture del margine nella letteratura italiana del Novecento e contemporanea, assumendo la marginalità, sulla scia di bell hooks, come spazio di resistenza e produzione controegemonica. Attraverso un approccio intersezionale, analizza autrici e autori che, da posizioni periferiche rispetto al canone, hanno rielaborato generi e linguaggi per rappresentare soggettività escluse o subalterne. Articolato in quattro sezioni - oltre il canone, spazi di resistenza, scritture queer, liminalità del corpo e della mente - il volume indaga temi quali genere, classe, sessualità, identità e disabilità, mostrando come il margine diventi laboratorio critico e formale. Ne emerge una mappa plurale della letteratura come luogo di conflitto, consapevolezza e ridefinizione dei paradigmi dominanti, capace di incidere sul canone e di renderlo più inclusivo e dinamico.