Descrizione
Nella Genova degli anni Settanta, quattro metalmeccanici, Pippo Carrubba, Fancesco Currà, Vincenzo Guerrazzi e Giuliano Naria iniziano a scrivere testi letterari. Lo faranno per tutta la vita pubblicando romanzi, inchieste giornalistiche, favole, racconti, poesie e LP. Tre di loro daranno vita, con altri compagni di lavoro, al Collettivo letterario dell'Ansaldo Meccanico, un laboratorio di creatività operaia unico nel panorama italiano e non solo. Attraverso saggi, testimonianze e documenti inediti, oltre a una ricca antologia, il libro racconta questo straordinario rapporto tra vita di fabbrica e cultura. Scrivere per questi operai ha significato scandalo, provocazione, ironia, dignità, libertà. I loro testi parlano della vita in fabbrica, la necessità di liberarsi dal lavoro e la ricerca di un'identità al di fuori di esso. Non si è trattato di semplice testimonianza, ma di una cultura che si è fatta, a tutti gli effetti, letteratura.