La dismetria profilattica del mondo di oggi produce il kitchen distopico, una rottura. Oggi, nel Dopo il post-moderno, nel villaggio ex-globale diventato glocale, assistiamo ogni giorno al crollo della Coscienza quale luogo privilegiato della riflessività. Ed è crollata anche la poiesis fondata sulle fondamenta di quel luogo e di quella ratio, che poi altro non era che un ideologema. Ergo, Crisi della Rappresentazione prospettica e crisi della rappresentazione tout court. È questa presa d'atto che fa della «nuova poesia» kitchen e distopica qualcosa di profondamente diverso ed estraneo rispetto al modo di poetare della tradizione del Novecento e di questi ultimi lustri epigonici.