Questo scritto nasce come riflessione sull'evento epocale della pandemia in tutti i suoi aspetti inediti e per molti versi inquietanti, muovendo dall'immediato richiamo alla figura biblica dell'Angelo Sterminatore e cercando il significato teologico profondo di tale figura, superandone gli aspetti più superficiali e fuorvianti. Emerge così, dalla forzata clausura, una rivelazione inattesa circa la verità dell'operare di questo Angelo e sull'incrinamento dei sette pilastri della cultura più superficiale dominante, negatrice della verità oggettiva, della scienza, del ragionamento, del significato del pubblico, del significato della comunità.