La traduzione di Quasi madre ha significato anche tradurre il fremito del contemporaneo: la coscienza di un mondo logorato dalla fretta e dal rumore, dove la poesia reclama ancora il proprio posto come atto di resistenza e di cura. Ogni verso sembra ripetere l'interrogativo: a cosa serve la poesia? La risposta si trova nell'esperienza stessa della lettura, perché nella voce di Rita Pacilio ci riconosciamo tutti, e la sua intimità diventa specchio del collettivo. Presento, dunque, questa