Questa fatica poetica è mirabilmente costruita in una architettura compiuta e affascinante. Anna immagina di chiedere in prestito alla Dea della Libertà due ali che le consentano di alzarsi in volo per poter osservare dall'alto e in maniera leggera tutte le sue pene e preoccupazioni. Alla fine del viaggio dovrà restituire le ali, ma di tutti i doni raccolti tratterrà con sé solo quello del credere. Anna sa, è il Lupo nascosto in lei, non ancora domato, che le dice che ogni vita è bella solo se vissuta in simbiosi con gli altri, con la fiducia nel prossimo e con l'esigenza di credere in qualcosa di arduo e difficile. Credo quia absurdum (Credo perché è assurdo crederci) diceva Tertulliano, spiegando il significato del verbo credere. Ha senso credere in qualcosa che è inimmaginabile. Il nostro viaggio è bello solo se promette di vedere cose nuove, cose incredibili. Dalla Prefazione di Amedeo Gargiulo.