In queste pagine Angela Suppo intreccia memoria, esperienza e riflessione in una poesia che sa essere insieme intima e civile, meditativa e ironica. I temi dell'identità, del tempo, degli affetti e della fragilità dell'esistenza convivono con uno sguardo critico sul presente e sulle sue contraddizioni. Ne nasce una raccolta ricca di registri e sfumature, capace di alternare profondità e leggerezza, nella quale la parola poetica diventa strumento di conoscenza e di resistenza. La metafora del bulbo, al centro del libro, suggerisce il perpetuo rinnovarsi della vita e delle stagioni dell'anima.