La rivoluzione della musica breve si occupa di quella forma peculiare di registrazione che, per brevità e caratteristiche, possiamo definire miniatura musicale e che nell'ormai lontano 1981 venne codificata grazie a un album divenuto oggetto di culto, Miniatures, un'antologia di microbrani di autori vari curata dal musicista inglese Morgan Fisher. Attraverso approfondimenti e interviste esclusive, Luca Chino Ferrari ne racconta la storia, dal preludio chopiniano alla musica colta di inizio Novecento, dai jingle televisivi al rock'n'roll, fino ai giorni nostri, e ne analizza natura, tipologie e funzioni, repertoriando esempi significativi e trovando paralleli con altre forme artistiche conosciute (come per esempio l'haiku giapponese). Ferrari assume i termini miniatura e miniaturizzazione non in riferimento alle dimensioni spaziali, ma alla durata e alla forma della musica; in altre parole, alla brevità e alla struttura intenzionale. Qui la brevità si manifesta come misura nobile, pregna di significati culturali, psicologici, sociali, filosofici, con validi argomenti a dimostrarlo.