Tre figure attraversano il tempo, il mito e la storia: Maria Oliverio, la brigantessa calabrese conosciuta come Ciccilla; Tiresia, figura sospesa tra i generi e la dimensione umana e divina; Kyniskos, personaggio realmente esistito nella Magna Grecia, la cui vicenda viene interamente reinventata a partire dall'unica traccia consegnata dall'archeologia. Tre esistenze lontane nel tempo, ma unite da una medesima tensione: quella di oltrepassare il limite, di sottrarsi a un'identità già scritta e cercare una forma nuova per il proprio essere. Con una scrittura insieme lirica e teatrale, Trilogia delle metamorfosi di Anna G. Lufrano-Cauteruccio (LYRIKS, 2026) intreccia storia e immaginario tra la Calabria e la Grecia antica. Tre monologhi intensi che interrogano corpo, identità, destino e libertà. La metamorfosi diventa così scardinamento dell'esistente, rottura di un ordine, superamento di una soglia.?Arricchito dalla premessa di Pietro Gaglianò Così umani così divini, il volume è dedicato a Giancarlo Cauteruccio, marito dell'autrice, e custodisce come incipit le sue ultime parole, affidandogli idealmente il viaggio tra mito, storia e immaginazione.