Via di Monterone, ore 10:00. Puntualità. Giorgio Borghese ha impiegato sette anni a scrivere il romanzo della sua vita. Bastano cinque minuti, all'editore, per ridere in faccia a quel sogno: il libro esiste già. È già stato scritto. È già stato pubblicato. Da qualcun altro. Comincia così, tra una sala d'attesa che suona quadri e una perizia psichiatrica che sembra un interrogatorio da fantascienza il viaggio di un uomo che deve dimostrare di essere l'autore della propria esistenza. Da Roma a Tulum, da Buenos Aires a un'isola sospesa sul lago di Bolsena dove la luna detta le regole e una donna chiamata Lilith insegna che la verità non si argomenta, si attraversa.