La ragazza venuta dal cielo è una storia intrisa di sofferenza, dolore, paura, di vita, nascita, morte, di amore, di fede e spiritualità, che va oltre la dimensione umana profonda, rappresentata dal senso dell'esistenza nella connessione costante con Dio. Il tema della morte è ricorrente, strettamente connessa alla vita, la morte vista non solo come fine prematura ma come passaggio che definisce la pienezza dell'esistenza. Vivere significa dare priorità all'essenziale. La Ragazza venuta dal cielo ha mantenuto integra la sua persona rendendo prezioso il momento di passaggio. Lei ha imparato a morire tragicamente in pace con il sorriso al mondo quando la sofferenza fisica era crudele e prepotente. La sua è la storia del malato grave che si sente morire per l'indifferenza, per la superficialità di chi avrebbe dovuto ascoltarla e salvarla. Il malato che non si sente protetto, rassicurato, ma trasparente, in un contesto dove nessuno deve sentirsi solo mentre teme di morire, dove rischia di peggiorare per ansia, agitazione, dove l'empatia e l'umanità devono far parte di un vero e proprio programma terapeutico. In questo contesto la Ragazza venuta dal cielo chiede aiuto alla persona più cara: la sua amica assoluta per salvarla una seconda volta. Vuole essere un libro, ma più che un libro è prosa poetica che scuote le coscienze per l'affermazione dei diritti del malato: il diritto all'autodeterminazione, all'autenticità e il diritto dovere che l'umanità e l'empatia devono far parte integrante del piano di cura.