Ma dov'è l'Imperatore? Dove si nascondono i fiumi quando non li vedi? Dove i torrenti scagliati dal furore dei temporali, le sorgenti che zampillano, i ruscelli che schizzano dalle esili, tremolanti radici dei fiori? I fiumi a volte si perdono, questo è. I fiumi abortiscono, affondano nel buio delle viscere fagocitati dalla sete della terra... Credo di averlo in corpo, il torrente Imperatore, il Rio Nero, il solco che è mito e realtà, acqua sorgiva e scolo millenario delle secrezioni, degli umori della mia gente. In corpo. Magari solo una sua cellula imperitura, inestinguibile. Granello. Stilla. Filamento. O, insieme, un tocco di fango fertile, un niente di limo che ancora germina. Linfa. Per sempre nutrimento...