Descrizione
l pallone da rugby non è tondo. Non rotola come vorresti. Rimbalza male, cambia direzione, ti costringe a reagire. Anche la vita fa così. Antonio Marta, per tutti Toni, nasce a Crocetta del Montello in una famiglia operaia segnata dalla povertà, dalla fatica e dalla morte improvvisa del padre. Cresce dentro regole dure, lavora in fabbrica, attraversa la guerra, si innamora di Maria, entra nel sindacato, nella politica, nelle istituzioni. Diventa marito, padre, amministratore pubblico. Ma resta sempre lo stesso uomo: ostinato, concreto, fedele alla parola data, incapace di lasciare indietro chi ha bisogno di sostegno. Toni non ha mai giocato a rugby. Suo figlio sì. Ed è proprio attraverso il rugby che, molti anni dopo, il figlio riesce finalmente a leggere la vita del padre. Non perché Toni conoscesse quel gioco, ma perché lo aveva vissuto senza saperlo: nelle scelte, nei silenzi, nella fatica, nel bisogno di andare avanti anche quando il campo cambiava. Il rugby dà un nome a ciò che era già lì: avanzare, sostenere, continuare. E, quando arriva il momento, passare la palla. Questo libro non è la storia di un eroe né di un santo. È il ritratto di un uomo imperfetto, di una famiglia, di un amore tenace e di un padre riconosciuto tardi. Una storia attraversata dal Novecento veneto, dalla fabbrica alla politica, dalla casa operaia alle istituzioni, fino all'ultimo campo: quello in cui non resta più nulla da vincere, ma solo qualcuno da accompagnare. Perché il campo non inventa nessuno. Lo rivela.