Il marito di Wera - il celebre Fantino - è morto: urge occuparsi del funerale. Manca tutto, specie la cosa più importante, le scarpe da bara. Ruvida e audace, Wera ha perso il salone che le riempiva orgoglio e portafoglio, Wera. Parrucchiera da uomo. Mentre passato e miseria incalzano, mentre tutti in paese sono pronti a farle la lezione, Wera parte a caccia di scarpe e denari. Passa al setaccio ex clienti, ex amici, ex amanti. Le sue parole, come le sue forbici, sono onnipotenti. A ogni tappa una sorpresa, un ricordo, una sceneggiata: frasine di carta vetrata che rievocano glorie, amori saffici, sogni e drammatici soprusi.