Katerina Avram cresce a Skopje in una famiglia segnata dal silenzio: una madre narcisista, un padre profugo cipriota che non parla mai del suo passato, un fratello indifferente e una nipote che ha smesso di parlare. Ossessionata dalla frase paterna Bisogna darsi alla desolazione, Katerina intraprende un viaggio da Skopje a Bristol fino ad arrivare a Cipro, sulle tracce delle origini del padre e del colpo di Stato del 1974 a Famagosta. Da questa ricerca nasce un progetto tanto visionario quanto inquietante: la Desolazione, un'anti-comune dove chi desidera l'isolamento totale può vivere senza legami né relazioni. Vincitore nel 2024 del premio Romanzo dell'Anno in Macedonia del Nord e del premio Stefica Cvek per la letteratura femminile, il romanzo intreccia dramma familiare e grande Storia balcanica e mediterranea. Una potente riflessione sull'alienazione contemporanea e sulla domanda: esistiamo davvero solo se abbiamo un numero che lo dimostra?