Nell'estate del 1969, appena sei mesi dopo la sua morte, Angelo De Fiore venne riconosciuto Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem; già nel 1955 aveva ricevuto la medaglia da parte dell'Unione delle comunità israelitiche italiane per la sua opera di soccorso agli ebrei a Roma durante l'occupazione nazifascista. L'esser stato, però, coinvolto in un'operazione di rastrellamento organizzata dal famigerato Pietro Koch nel dicembre del '43 a Roma ha gettato un'ombra sulla sua memoria, cosicché la storiografia, forsanche per la difficoltà di definirne bene i contorni, ha preferito non occuparsene. L'autore, attraverso materiale d'archivio anche inedito, ha cercato così di ricostruire il profilo di questa interessante figura, senza enfatizzazioni o giudizi morali, ma inserendola dentro il complesso contesto storico nel quale ha operato. Il lavoro è stato anche l'occasione per una riflessione sulla questione dei Giusti, sul rapporto tra bene-male e sul tema della responsabilità civile rispetto a scelte cui, a volte, gli eventi della storia ci mettono di fronte.