L'idea di un racconto sull'evoluzione dell'impianto urbano di Genova nasce dall'esigenza di chiarirne l'origine e individuarne le tracce, non di rado lasciate in sospeso o trascurate. Il libro si suddivide in tre parti fondamentali: l'apporto di Roma alla civiltà genuate, il Medioevo e infine le espansioni esterne a Ponente. L'attenzione è rivolta all'abitare della gente comune, alla loro casa che muta nel tempo e che è la vera matrice della nascita e dello sviluppo di un impianto urbano. È dal concetto di casa, dalla possibilità o meno di aggregarsi ad altre case, che nasce e si forma un insieme che chiamiamo città. Ma la città è qualcosa di più della loro semplice sommatoria. È un organismo in continua evoluzione, che testimonia con le sue strutture murarie lo scorrere del tempo e il mutare dei bisogni dei suoi abitanti che, a lungo anche spontaneamente, hanno indirizzato l'adattamento delle loro singole abitazioni, sovrapponendolo o sostituendolo ai precedenti. Filo conduttore di queste pagine è stata soprattutto l'evoluzione della tipologia edilizia e della relativa risultante architettonica, in stretto collegamento con un tessuto antico creato dall'aggregazione programmata di cellule abitative di derivazione romana nella loro dimensione e posizionamento.