C'è della ferocia nella precisione cartografica: è una forma di registrazione dell'assenza. Dentro questa esattezza chirurgica si muove Piccola geografia dei vuoti: la poesia misura lo spazio e ne espone il vuoto. Ogni coordinata agisce come un reagente sulla pagina; le parole restano come stazioni di abbandono. Tra il dato esatto e chi manca si apre uno scarto.