Sempre strutture. Il giocatore e il minotauro di Fabio Tirelli è una raccolta poetica visionaria e inquieta che attraversa paesaggi interiori ed esterni in rovina, dove il tempo sembra giunto al limite della propria corsa. Tra città deserte, scheletri, templi diroccati, memorie dissolte e simboli apocalittici, la poesia diventa uno strumento per interrogare il caos della modernità, l'alienazione digitale, la perdita del sacro e il desiderio umano di trovare ancora un senso fra le macerie. Le liriche si muovono fra atmosfere distopiche, richiami mitologici e immagini oniriche, dando vita a un universo sospeso tra fine e rinascita. Il Giocatore e il Minotauro diventano figure simboliche dell'uomo contemporaneo: smarrito in un labirinto di illusioni, ma ancora capace di cercare, ricordare e immaginare oltre il crollo delle strutture del mondo e della coscienza.