La vita nascosta è un poema di disindividuazione e recupero della memoria, che coniuga la cura delle vulnerabilità così diffuse con un messaggio di riappropriazione del reale. Le ombre protagoniste di questa raccolta non sono riconducibili semplicisticamente al concetto junghiano di Oombra. Esse sono piuttosto creature mediane frutto di invenzione poetica, che agiscono realmente nel mondo in modi spesso difficilmente percettibili. È questa la modalità prima di relazione che l'autore consiglia nei loro confronti: un'apertura delicata ma controllata della sensibilità, un riconoscere che tra gli interstizi delle parole e di tutto questo complessissimo mondo vivono esperienze, ricordi e possibilità ancora non pienamente espressi.