La poesia di Fundoianu non si riduce a essere una semplice veduta, pastello, scorcio di un paesaggio descrittivo realisticamente riconoscibile o oggettivamente identificabile. I suoi poemi sono aperti allo scambio, disposti ad accogliere l'alterità più inquietante di cui sono profondamente intrisi. Anche quando accennano alla noia profonda e alla crudeltà della malinconia moldava, queste poesie non corrono il rischio di chiudersi in sé stesse, perché il loro soggetto è fatto di immagini e di parola, e soprattutto perché questo soggetto parla quando vede, e risponde anche quando resta in silenzio. Il soggetto di Vedute testimonia l'essere vedente, in cui si vede e si ascolta anche quando la struttura del mondo appare sorda e muta di fronte al reale desertico del disastro.