«Le poesie di Orazio Ananda Mercuri sono un invito a custodire l'umano: a non sottrarsi allo sguardo dell'altro, a non scivolare nell'indifferenza, a riconoscere nella fragilità una forma autentica di forza. Nei suoi versi affiorano echi di Gibran e del pensiero buddhista, insieme al monito contro il potere che corrompe e all'appello a una responsabilità vigile e gentile. L'immagine dell'Arco di San Lidano diventa la metafora di una comunità che regge solo se ogni pietra sostiene l'altra. E Mercuri sembra ricordare che restare umani è l'unico modo per non diventare complici del buio». (Franco I. Esposito-Soekardi)