Ferruccio Benzoni è un poeta che ha considerato la scrittura non un mero esercizio stilistico ma una condizione vitale imprescindibile. La sua poesia nasce come atto necessario e come immersione totale in un colloquio intimo e profondo con gli scomparsi o con chi teme di perdere, distinguendosi per una sensibilità in grado di essere, allo stesso tempo, fragile e travolgente. Caffè degli addii, titolo del corpus di poesie inedite rinvenuto tra le carte dell'archivio del poeta, è già una dichiarazione di resistenza umana prima che poetica, un attraversamento degli spettri dell'esistenza e della memoria, un viaggio tra un prima e un dopo. Insieme al desiderio inesausto di luce anche laddove dominano il vuoto e l'assenza, il tema dell'addio, più volte evocato (Sei apparsa come un addio...), non si risolve mai in un evento concluso, ma diviene rito infinito e ininterrotto nell'attimo in cui spunta il timore della perdita o di una sparizione inaspettata. Spegnere la fiamma dei ricordi significherebbe fatalmente perderli per sempre. Benzoni li restituisce invece avvolti da uno splendido bagliore. Prefazione di Massimo Raffaeli.