«Se dovessimo stabilire un'oggettiva scala di valori concernente la complessa vicenda poetica attuale una menzione particolare meriterebbe la produzione in versi di Mauro De Maria, autore appartato e schivo che condivide con Attilio Bertolucci e Pier Luigi Bacchini le medesime origini parmensi. Ma se la complessità di quest'ultimo poeta gli è forse estranea (al netto di una comune affabulazione per aspetti naturali che si diramano lungo le coordinate contrapposte di mondo vegetale ed animale), è altresì rintracciabile nei versi di De Maria qualche elemento che riconduce all'autore della Capanna indiana, a cominciare da un'ariosità compositiva divenuta tratto distintivo della sua poetica. Tale leggerezza è connaturata alla scrittura di De Maria, configurandosi come altalenante tentativo di rivelarsi e nascondersi agli occhi del lettore [...] La raccolta, comprendente cento testi dedicati ad ogni tipo di animale (dalla rondine all'elefante, dall'upupa al rinoceronte, non escluso lo stesso homo sapiens), è supportata in appendice da agili note esplicative. Alcuni animali, come lince, lupo, struzzo, falco, balena, passero, pernice, rinoceronte, conoscono una versione speculare che spesso ribalta il punto di vista originario; alla mosca, all'asino e alle chiocciole è riservata un'ulteriore variabile [...]» (dalla prefazione di Pasquale Di Palmo)