Il libro esplora le forme visibili e invisibili della violenza nei legami affettivi, familiari e sociali. Attraverso il cinema come strumento di osservazione e la psicoanalisi come chiave interpretativa, esplora le dinamiche più profonde che trasformano l'amore in dipendenza, il bisogno di riconoscimento in dominio e il legame in prigionia. La violenza emerge nell'aggressione fisica, ma anche nel silenzio, nella svalutazione, nel controllo, nell'esclusione emotiva e nella manipolazione psicologica. L'analisi di film come Marx può aspettare, I pugni in tasca, Familia e Festen affronta trauma, trasmissione intergenerazionale della sofferenza, suicidio, incesto, violenza domestica e relazioni perverse. Il cinema rende visibili ferite nascoste e verità negate; la psicoanalisi porta dietro le quinte delle storie, illuminando conflitti inconsci, comportamenti distruttivi e dolorose ripetizioni. Il volume invita a comprenderne le origini del dolore mostrando come il trauma possa essere trasformato attraverso parola, consapevolezza ed elaborazione emotiva, per spezzare le catene della violenza e diventare protagonisti della propria storia, anziché semplici spettatori.