Le notti bianche ripercorre gli ultimi anni della produzione di Tommaso Ottieri, rimandando alla figura del sognatore di Fëdor Dostoevskij, che attraversa la realtà rifugiandosi in una dimensione interiore intensificata, attenta ai dettagli più sottili. Come il protagonista del romanzo, anche la visione di Ottieri oscilla tra esperienza reale e percezione interiore, trasfigurando il quotidiano in visione poetica. Le sue città, i suoi interni e le sue apparizioni sospese sembrano emergere dai frantumi evocati da Dostoevskij, ricomposti con memoria e sensibilità individuale.