Più che un saggio, una serie di riflessioni sulle gerarchie convenzionali che la società ci impone. Non è l'elogio biblico degli ultimi che saranno i primi, ma un elogio degli ultimi in quanto tali, per la loro eroica necessità. Dallo sport alla meritocrazia, dal progresso scientifico alla politica internazionale, gli ultimi svolgono utilissime funzioni sociali non riconosciute. E spesso, è meglio un utile ultimo che un inutile primo, a prescindere dalla scala di valori convenzionali che ci giudica.