Il Museo della Fondazione di Figline Valdarno (Firenze), intitolata al famoso antiquario Giovanni Pratesi, possiede una rilevante collezione di 'ciottoli' raccolti nei renai dell'Arno presso le foci dei torrenti Cesto e Ponterosso, molti dei quali già conosciuti ma non utilizzati nel Rinascimento. La collezione è iniziata proprio ripercorrendo le ricerche effettuate dai primi raccoglitori dell'Opificio delle Pietre Dure, fondato da Ferdinando I de' Medici nel 1588. Insieme alle pietre dure più rare, l'istituzione fiorentina conserva una decina di ciottoli tagliati raccolti sull'Arno: si tratta dei Verdi d'Arno, del Lineato, del Tigrato, della Pietra Paesina, dell'Alberese e anche del raro Diaspro d'Arno. Le pietre venivano scelte, raccolte, tagliate, lucidate e destinate all'arte del 'commesso'. L'argomento è approfondito da Fabio Fantini che, oltre all'analisi della classificazione litologica, della provenienza, delle caratteristiche esterne e interne, offre un'ampia descrizione dell'utilizzo dei litotipi raccolti in architettura e nella produzione manifatturiera. Un utile glossario tecnico rende il libro accessibile anche ai non esperti. Le oltre 100 foto di Massimo Listri, con esaurienti didascalie, contribuiscono a esaltare le caratteristiche delle pietre, chiudendo il volume.