Che cos'è la società? Le scienze sociali non sanno rispondere: la evocano di continuo e insieme la dichiarano inesistente, una pura finzione, pur non riuscendo mai a liberarsene. Oliver Marchart attraversa un secolo di pensiero - sociologico, filosofico, psicoanalitico - per mostrare che questa contraddizione non è un errore della teoria, ma la verità stessa del sociale: la società è un oggetto impossibile, qualcosa che esiste solo oscillando tra presenza e assenza, tra la pretesa di totalità e la mancanza di un fondamento ultimo. Da Durkheim a Latour, da Marx a Laclau e Mouffe, Marchart individua lo stesso punto cieco: la società sfugge proprio quando si crede di averla finalmente catturata. Ma solo se si inseguono le tracce di quest'assenza - le impronte di un fondamento inesistente - il sociale torna a mostrarsi come forma conflittuale e contesa, come spazio di contingenza. Un libro indispensabile per capire perché, ancora oggi, non possiamo smettere di parlarne proprio mentre continuiamo a dubitare che esista.