Raccogliere proverbi è facile, tradurli e spiegarli lo è molto meno. Questo volume sopperisce a una grave lacuna, nell'ambito dell'Orientalistica, riscontrata non solo in Italia, ma anche nel resto del mondo. In una situazione surreale, nella quale la Corea riscuote sempre più attenzione per i contemporanei fenomeni di costume e sempre meno interesse per la sua cultura tradizionale (e le scienze umane in generale), la presente opera intende recuperare, almeno in parte, un passato in pericolo d'estinzione che ormai rimane sempre più sconosciuto agli stessi coreani delle nuove generazioni. Duemila lemmi, tra proverbi e idiomatismi, sono così messi a disposizione del lettore affinché questi possa appropriarsi di alcune espressioni tradizionali della penisola coreana e, attraverso essi, recuperare alcuni aspetti storico-antropologici di un Paese la cui realtà accademica e intellettuale li ha ormai in gran parte dimenticati o accantonati. Per arrivare a questo, è stato necessario un lungo lavoro filologico e storico teso a spiegare, di volta in volta e il più dettagliatamente possibile, significati (o presunti significati, in caso di particolare vaghezza dei testi) e origini di un patrimonio folkloristico inestimabile, con l'augurio che ciò possa servire a consolidare e accrescere sempre più l'amore e il rispetto verso la Corea tutta.