L'esperienza coloniale italiana in Etiopia si può riassumere così: un impero fragile come la carta velina e precario quanto un castello di carte. Attraverso lo studio e l'analisi di una rivista d'epoca Etiopia. Rassegna illustrata dell'impero, l'autore mette a confronto la narrazione della propaganda retorica fascista con la realtà dell'occupazione italiana dell'Etiopia. Nel saggio vengono analizzati diversi aspetti della guerra di conquista italiana (gerarchi e gerarchie nello stato coloniale; questioni di genere; le pubblicità; l'arte; il rapporto con le religioni) e le numerose contraddizioni che i giornalisti di regime non riuscirono a nascondere, nonostante i numerosi sforzi del Minculpop. Il brusco risveglio della sconfitta e della perdita delle colonie dell'Africa Orientale Italiana confermerà tutte le contraddizioni evidenti che il regime voleva cancellare.