Descrizione
Irlanda. E Palestina. Guardando un planisfero non è facile trovare terre più distanti. Tutto, inoltre, dal clima al cibo, dalla lingua alle tradizioni, sembrerebbe trovare in questi luoghi il paradigma perfetto di ciò che si vuole intendere quando si parla di differenza. Il condizionale, però, può essere utilizzato soltanto se non si conosce una realtà diversa da quella raccontata dalla semplice distanza spaziale. Soltanto se non si ha mai avuto notizia delle incredibili manifestazioni di solidarietà che, da sempre, riempiono le strade di Belfast o di Derry; soltanto se, in Irlanda, non si sono mai voluti vedere i murales che ovunque riproducono i colori della bandiera palestinese accanto a messaggi di fratellanza. Anche dalla parte opposta del mondo, in Palestina, l'Irlanda e le sue lotte raccontano qualcosa di familiare a chi, pur vivendo a Gaza o in Cisgiordania, sa benissimo cosa sia stata la Pasqua di Sangue o il Bloody Sunday e, nel pantheon dei suoi eroi, non dimentica mai di rivolgere un pensiero a Bobby Sands. Perché il rapporto tra Irlanda e Palestina è tutto fuorché occasionale, radicato nell'animo dei rappresentanti delle due comunità. Un rapporto intenso, viscerale e profondo che, negli ultimi anni, non ha potuto che amplificarsi di fronte alle politiche genocide che, da Israele passando per i suoi complici occidentali, si abbattono sulla Palestina. Ripercorrendo le tappe che hanno condotto l'Irlanda e la Palestina a parlare la stessa lingua e a scrivere insieme pagine destinate a restare nella storia della lotta al colonialismo, Daniele Scannavino dà voce a una grande ma misconosciuta epopea internazionalista nel nome di un comune e insopprimibile bisogno di libertà.