Gli Stati nazionali che fanno parte dell'Unione Europea vanno cancellati dalla carta geografica e politica del continente. Questa è la tesi esposta dal sociologo Sabino Acquaviva. Per l'autore gli Stati nazionali sono i becchini dell'Europa, che, se continuerà ad essere divisa, vedrà i nani da cui è composta demoliti dai colossi economici e demografici emergenti. Ma abolire gli Stati nazionali per sostituirli con cosa? La risposta è nella creazione di nuove aree politico-amministrative: le macroregioni, sul modello della Padania, che, sostiene Acquaviva, permetteranno ai popoli di esprimere in forme nuove le loro esigenze di libertà. Nella sua polemica, l'autore non risparmia nemmeno i partiti, arcaici e fossilizzati strumenti, che non garantiscono più la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica, ma sono espressione della supercasta che ci domina. Ma allora, mi ha chiesto qualcuno, la tua è una tesi di sinistra? Naturalmente non è né di destra né di sinistra, è una delle molte espressioni di una maniera differente di affrontare i problemi, che rinnega vecchie e arrugginite distinzioni politiche di cui è inutile servirsi.