Il capolavoro rabelaisiano è presentato qui nella versione di Augusto Frassineti, salutata al suo apparire come una delle massime vette della letteratura in traduzione. Per restituire l'eccezionale varietà di registri, tonalità e stili dell'opera originale, la resa è affidata a un lessico intessuto di neologismi, parole dimenticate della tradizione comico-realistica italiana, espressioni gergali o desuete, termini di ambito giuridico e medico-anatomico. Attraverso questa continua reinvenzione linguistica, sorretta dalla sensibilità del «delibatore di parole» - come lo definì il suo amico Giorgio Manganelli -, Frassineti fa risuonare il riso enciclopedico di Rabelais in tutta la sua colta oscenità.